La giornata celebrativa del Braille è per noi dell’UICI Calabria un fondamentale momento di verifica in ordine all’evoluzione del processo di reale integrazione dei ciechi e degli ipovedenti che vivono nella nostra regione. Il percorso tortuoso dell’integrazione ossia dell’emancipazione e dell’evoluzione verso l’autonomia e la libertà presenta molti nodi da sciogliere in merito alle concrete opportunità e ai giusti metodi da applicare, nelle scuole, nelle famiglie e nella società in genere. Vecchi e nuovi pregiudizi si annidano, del resto, nel pensiero comune e il mito del cieco libero ed autonomo rimane per certi versi tale. Risorse scarse ci obbligano a rivedere il tutto in chiave critica per quanto concerne il dovere delle Istituzioni di rimuovere ogni sorta di ostacolo che si frapponga tra la persona cieca e il suo bisogno di indipendenza: solo le sentenze del TAR sovente fanno tornare la luce dopo il lungo tunnel percorso verso l’affermazione del nostro diritto di esistere nella diversità.
Già le differenze e la paura per il diverso sono ancora elementi psicologici che pesano sul processo culturale dell’integrazione. La paura del diverso, o meglio, la paura del come ricondurre e contestualizzare l’alterità in una dimensione di normalità, spesso rende vana la forza delle leggi che, se da un punto di vista formale sono precise e mirano alla piena tutela e garanzia, di fatto, nella realtà, sono esse stesse bloccate dalle discrasie dei microsistemi sub culturali, strutturali e istituzionali: gli enti locali non hanno risorse per pagare la trascodifica dei testi, le scuole non attrezzate per l’accoglienza e l’adozione di tutti gli ausili e materiali, la formazione degli insegnanti sulla tiflopedagogia in alcuni contesti presenta lacune, le attività extrascolastiche non sono proprio progettate, gli ambienti naturali non sono adattati e soprattutto la persona è considerata ancora solo nel suo limite sensoriale e nella sua condizione di handicap.
Tra tutti questi chiaroscuri, c’è da mettere in rilievo, però, anche la grande passione che su ogni singolo territorio la nostra organizzazione tramite le sedi provinciali UICI ed IRIFOR cerca di trasferire con progetti mirati al coinvolgimento e all’apprendimento del metodo di scrittura e lettura Braille e alla sensibilizzazione presso le diverse Istituzioni, alle quali chiediamo finanziamenti in compartecipazione per sviluppare progetti mirati e imprescindibili per una corretta metodologia di apprendimento guidato. Al riguardo estrema attenzione va prestata all’esplorazione guidata della realtà, non essendoci una modalità alternativa atta a far capire e percepire il mondo esterno; in tal senso, al fine di superare le grandi difficoltà che si incontrano in questo ambito, risulta necessaria l’elaborazione di percorsi e azioni che si ripetano quotidianamente, in una dinamica esistenziale avente come orizzonte ogni giorno, ogni attimo, in cui il cieco ha bisogno di supporti, sostegni, assistenza aiuto, facilitazioni, ambienti e sistemi adattati affinché le sue capacità possano essere espresse in piena libertà ed autonomia.
Libertà e autonomia, ovvero un miracolo di azioni integrate sulle quali noi dell’UICI pensiamo di essere proattivi e per le quale dispieghiamo tutte le nostre strutture che autonomamente hanno costruito valore nella direzione dell’integrazione e inclusione del cieco, in cui spiccano assolute eccellenze, come, solo per citarne alcune, la Biblioteca per i ciechi di Monza, la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi e i vari Centri di Documentazione, attivi nell’opera di consulenza e nella produzione e distribuzione di materiale tiflodidattico in tutte le scuole, e l’IRIFOR, che progetta e finanzia campi riabilitativi al fine di potenziare e migliorare l’apprendimento, l’orientamento, l’autonomia.
Non vedere, non avere il panorama visivo davanti a se ci rende disabili, ma sentire, toccare, odorare, gustare ci rende ricchi di una conoscenza diversa che con un po’ di sforzo da parte di tutti può migliorare l’umanità intera ripiegata solo sull’ovvio e sull’ordinario.
Dott.ssa Annamaria Palummo
Presidente Regionale UICI CALABRIA