Un’analisi approfondita concernente la realtà della cecità e della minorazione visiva in genere, volta alla definizione particolareggiata del contesto medico, politico, giuridico, volontaristico e antropologico ove elaborare lo sviluppo di quelle risposte, di quelle soluzioni concrete e durature, verso cui anelano le esistenze di coloro i quali vivono la loro quotidianità nel buio; non solo nel buio dei loro occhi, ma soprattutto, nel buio dell’atra indifferenza, della crepuscolare superficialità e dell’ombrosa approssimazione attraverso cui la società delle immagini e dell’apparenza si relaziona con coloro i quali sono esclusi dalla “visione” abbagliante di modelli valoriali e stereotipi comportamentali ottenebranti lo sguardo collettivo verso tutte quelle problematiche, di carattere sociale, che una matura collettività, fondata sulla solidarietà e sulla sussidiarietà, dovrebbe coraggiosamente affrontare e proficuamente risolvere: questi, per sommi capi, gli elementi teoretici che saranno dialetticamente circostanziati, nella giornata di sabato 19 ottobre, a Reggio Calabria, presso Palazzo Campanella, nell’Auditorium “Calipari” del Consiglio Regionale della Calabria, ove, dalle 9.30 in poi, si svolgerà il Convegno scientifico “Azioni e prospettive per la prevenzione della cecità e la riabilitazione visiva in Calabria“, tavola rotonda di studio e proposta, promossa dal Consiglio Regionale Calabrese della UICI e dal Comitato Calabrese della IAPB, i cui contenuti saranno resi maggiormente pertinenti alle summenzionate questioni da diverse e articolate relazioni, nell’occasione, portate all’attenzione, dei partecipanti al convegno in questione, dall’avvocato Giuseppe Castronovo, presidente nazionale IAPB, dal professor Giovanni Scorcia, ordinario dell’Università di Catanzaro, dal professor Filippo Cruciani, docente aggregato Università “La Sapienza” di Roma e dall’avvocato Giorgio Rognetta, consulente giuridico UICI. Un dibattito certamente copioso di argomentazioni significative, insomma, che registrerà la presenza, unitamente a quella delle autorità politiche regionali e provinciali, dei dirigenti nazionali e regionali, tra cui la sottoscritta, dell’associazione medesima, i quali porteranno il loro saluto al consesso in avvio dei lavori, che saranno moderati dal dottor Giorgio Neri, giornalista. Invitiamo caldamente voi tutti, soci, operatori della stampa e cittadini in generale, ad essere presenti a tale importante evento, che sarà focalizzato su una tematica attualissima, avente insita un’incommensurabile rilevanza socio-culturale, oltre che scientifica; il simposio, in particolare, sarà particolarmente interessante, soprattutto, in considerazione dell’approccio che verrà preso in esame, rispetto alle azioni di metodologia oftalmica nella nostra Regione, senza trascurare la complessità dei paradigmi concettuali che si elaborano sulla categoria di ciechi e falsi ciechi. Questioni, queste, tra esse diverse e tuttavia legate da un comune elemento precipuo, ovvero la salvaguardia dei diritti e delle dignitose prospettive di esistenza dei portatori di handicap visivo, nonché la tutela della salute della vista, in un’ottica abbracciante l’orizzonte dell’intera collettività, inerentemente a cui con costanza, tutti i giorni, l’UICI e l’IAPB fanno presidio, soprattutto rispetto alla possibilità di rendere universale l’accesso alla prevenzione, perché con la prevenzione evitiamo la cecità, evitiamo l’ipovisione e garantiamo una qualità di vita a tutti, dai bambini agli adulti. In particolare, l’organizzazione, con un messaggio diretto alla collettività nel suo complesso e veicolato (come in occasione della Giornata Mondiale della vista, celebrata lo scorso 10 ottobre) attraverso le scuole, quindi tramite tutte le istituzioni, patrocina l’attivazione d’iniziative di ampio respiro, scevre da limiti di tempo e spazio; al riguardo, i comitati provinciali, dalla IAPB, in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi, tutti i giorni, attraverso i gabinetti oculistici che sono nelle provincie, ma anche attraverso le unità mobili, fanno in modo che anche in quei luoghi, dove è difficile che ci sia un presidio fisico, si arrivi con un oculista, con un nostro volontario, capace di portare assistenza e attenzione ai cittadini, sensibilizzandoli sull’importanza della prevenzione. Prevenzione, di cui, come spiegano gli oculisti, esistono varie tipologie: la prevenzione primaria, che tende essenzialmente ad evitare che la malattia si possa manifestare, ma anche la prevenzione secondaria e quella terziaria, volte a diagnosticare il più precocemente possibile una patologia e guarirla o, almeno, evitare, eventualmente, le sequele che possono essere sommamente pericolose per la vista. E’ necessario, quindi, avere consapevolezza del valore da dare alla prevenzione, che deve iniziare fin dai primissimi giorni di vita, e proseguire negli anni seguenti, con visite periodiche e con l’adozione di stili di vita congrui alla salvaguardia del benessere degli occhi. In questo senso, una comune e matura presa di coscienza relativamente alle azioni preventive, deve trovare nelle istituzioni interlocutori disponibili a sentire e, è proprio il caso di dirlo, a vedere quali siano le esigenze dei cittadini, rispetto alla loro salute visiva, e di noi tutti, ciechi ed ipovedenti, relativamente all’assistenza, alla cura e, diciamolo, alla valorizzazione della nostra condizione, bisognosa di attenzione, da parte di tutti i settori della società, politica e civile che sia. Quell’attenzione, che va misurata in termini di quanti mezzi si mettono a disposizione per quest’azione di cura e di prevenzione; molto spesso, nell’affidarci alle strutture pubbliche, ovvero gli ospedali e i centri che si trovano nella nostra Regione e in tutte le Province, constatiamo la mancanza di un atteggiamento culturale e organizzativo rispetto all’effettiva capacità continuativa di un’azione preventiva, da concertare con tutti i soggetti preposti, quindi, scuola, famiglia e strutture pubbliche. La nostra organizzazione, l’Unione Italiana Ciechi, e la IAPB, tentano di fare questo, ma con mezzi molto scarsi, perché, essendoci delle leggi non finanziate, in Calabria, poi, diventa tutto più complicato. Ecco perchè sta tutto alla buona volontà dei soggetti; soggetti, che, purtroppo, devono essere, anche attraverso azioni analoghe a questo convegno, un po’ sollecitati ad aiutarci, al fine di rendere la prevenzione, ma anche la cura e la riabilitazione, un’azione concreta, quotidiana, non limitata a interventi da attuare in situazioni critiche o a temi di cui parlare in occasione di iniziative particolari, come quella di sabato. Un’iniziativa, che deve essere, in ultima analisi, un’occasione privilegiata, per prendere coscienza, tersamente, in merito alla dimensione della cecità e dell’ipovisione, ponendo con forza l’accento sul carattere fondamentale di quelle pratiche e quelle dinamiche specifiche, tramite le quali è possibile evitare, o, quanto meno, adeguatamente trattare, fin dai primi giorni di vita, quello che tante nostre sorelle e tanti nostri fratelli, ciechi ed ipovedenti, tutti i giorni, fugano, ossia il fatto di vivere nel buio e il fatto di non avere avuto delle reali possibilità per prevenire malattie di estrema gravità. Una reale possibilità che, oggi come ieri, forse ancora più di ieri, trova viatico nella condivisa sensibilità.
Dott.ssa Annamaria Palummo
Presidente Regionale Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti