Accordo tra Inps e Unione ciechi sui criteri dei controlli ai disabili

L’ Inps e l’UICI si sederanno ad un tavolo per cercare di risolvere le problematiche relative al piano straordinario di verifica sui falsi invalidi. Dopo le denunce «di inadempienze e abusi» nei confronti di alcuni non vedenti «veri», che sarebbero avvenuti nel corso delle visite di controllo, ieri si è arrivati ad un punto d’incontro. Massimo Piccioni, presidente della Commissione medica superiore dell’Inps, ha proposto alla UICI di istituire «un tavolo tecnico permanente» con l’obiettivo di individuare i criteri per sottoporre i soggetti a controlli.


Nel corso del suo intervento alla conferenza stampa organizzata sul tema dall’Uic Piccioni – oltre ad aver confermato la disponibilità dell’ente previdenziale a risolvere le criticità – ha sottolineato comunque «l’elevata professionalità dei medici dell’Istituto» e gli innumerevoli ostacoli burocratici che l’Inps si trova a dover superare in questo campo. «Nel 2010 le prestazioni per ciechi totali sono state 63mila, quelle per ciechi parziali 79mila e rispetto a questi soggetti – ha aggiunto Piccioni – nei nostri archivi non vi sono informazioni sanitarie fino al 2007 ma solo amministrative. Come può comportarsi l’Inps, se non disponendo visite di controllo, di fronte a un provvedimento del governo che ha chiesto di fare accertamenti?».
Un’intesa è stata trovata anche sul cosiddetto Pev, ovvero un esame particolarmente invasivo a cui, secondo la UICI, venivano sottoposti anche soggetti con patologie irreversibili. L’Inps infatti ha garantito che il ricorso al Pev «avverrà solo in casi di eccezionalità e dovrà essere autorizzato dalla Commissione medica superiore». Il presidente dell’UICI, Tommaso Daniele, ha ribadito che l’Unione «è in prima fila nella lotta ai falsi invalidi, a condizione che non vengano per questo penalizzati gli invalidi veri».
Sono state elencate inoltre alcune segnalazioni di visite di controllo particolarmente «feroci» ai danni di ciechi. Un bimbo tetraplegico a Milano è stato invitato a mettersi autonomamente i pantaloni, mentre a Napoli un cieco è stato sottoposto a stress e messo alle strette si è tolto la protesi oculare per dimostrare la propria invalidità. Le segnalazioni e le proteste riguardano anche i benefici economici. In alcuni casi l’indennità di accompagnamento e la pensione (che per un cieco assoluto sommate arrivano a 1.080 euro) sono state sospese anche prima della visita di controllo.
Prima che arrivasse la proposta dell’Inps di realizzare un tavolo tecnico, Paolo Landi, segretario dell’Adiconsum aveva annunciato la volontà di porre in essere una class action e l’organizzazione di una manifestazione di protesta. Per il momento queste iniziative sono state sospese, con la speranza che i problemi possano essere risolti anche senza scendere in piazza.
Fonte: di Luca Mazza – Avvenire del 11-02-2011

Be Sociable, Share!
This entry was posted in News, Pensionistica and tagged . Bookmark the permalink.

Lascia una risposta