L’Editoriale del Presidente – Gennaio 2011

Amici visitatori, benvenuti in www.uicalabria.it, il sito dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti della Calabria. Ci stiamo impegnando per rendere il nostro sito fruibile con qualsiasi tecnologia assistiva: sono quindi graditi i vostri eventuali suggerimenti per migliorare l’accessibilità.

Il nostro spazio web contiene news, normativa, approfondimenti, consigli specifici sul tema cecità ed ipovisione, ma anche curiosità e indicazioni utili alla nostra socializzazione e interazione, i programmi di lavoro definiti dal consiglio regionale UICI della Calabria nonché gli obiettivi che come dirigenti ci siamo posti per la durata del nostro mandato.

L’integrazione sociale, intesa come opportunità concrete e condivisibili, la formazione, intesa come programmi di studio supportatati e sostenuti dagli ausili e dai materiali specifici, la fruibilità degli spazi, intesa come abbattimento delle barriere architettoniche e progettazione di possibili percorsi sensoriali, l’autonomia personale, intesa come riabilitazione permanente, la prevenzione, intesa come cura sociale estensibile in ogni dove, la felicità, intesa come assenza del vizio sociale sulla cecità e il fare quotidiano, inteso come normale fare piuttosto che fare straordinario, sono i temi che ci appassionano e ci uniscono. Da presidente regionale della Calabria di questa storica associazione, tutti i giorni mi interrogo sul come, il nostro fare, i nostri strumenti, la nostra forza associativa, la nostra forza d’urto possano migliorare le condizioni di noi ciechi e ipovedenti e sul quanto la passione, la cura e la rivendicazione ci aiutino a creare la condizioni migliori per percepire il mondo, e creare relazioni intense di verità e conoscenza.

Nella risposta c’è sempre il dubbio di non potere fare molto, di non essere capiti ed ascoltati, di non fare abbastanza per fare capire a tutti le nostre esigenze e i necessari adattamenti per potere avere un contesto, un ambiente, una comunità, uno spazio sociale fruibile, vivibile a dimensione di cieco, ossia di persona che non potendo percepire il mondo con la vista deve poterlo vivere con il tatto, l’udito, l’olfatto, deve potere costruire una dinamica relazionale autonoma, deve potere sentirsi libero e cittadino.

Nonostante ci sia, a dire il vero per tutti i disabili, una garanzia formale nella definizione del percorso di integrazione sociale, alcuni gap nell’applicazione della norma e nell’attivazione delle buone prassi, rendono difficile il processo di facilitazione e supporto che a diversi livelli si dovrebbe attivare affinché non ci si debba relazionare continuamente con uno stato di disagio a dir poco allarmante.

Solo per indicare alcune delle nostre criticità, basti ricordare che ad esempio nella scuola non dobbiamo sperare di incontrare bravi insegnati di sostegno che conoscono il metodo di scrittura – lettura   Braille e agli stessi magari delegare tutto il lavoro spettante agli altri attori istituzionali preposti (insegnanti curricolari, dirigenti scolastici, ASP, Enti Locali, famiglia). Tale delega non risponde al modello sociale in base al quale può funzionare la disabilità, ossia un cieco può sentirsi capace nella sua minorazione e soprattutto può sentire di possedere una dignità se vive in un ambiente adattato.

E ancora, usare il bastone bianco per la propria mobilità è praticamente impossibile sino a quando non si comprenderà che si devono eliminare i percorsi ad ostacolo (marciapiedi pieni di ingombri, pavimentazioni prive di segnali tattili, semafori senza i segnalatori acustici ecc.)

E che dire del cane guida che non si fa salire sugli autobus, della mancanza dei centri di riabilitazione visiva pubblici, del servizio sanitario di orientamento e mobilità non offerto in tutte le ASP….. e così via, l’elenco delle azioni possibili che vorremmo attivare è lungo.

L’Unione è storicamente un elemento di forza e di stimolo per i propri associati, ma anche un soggetto che può portare a sintesi esigenze collettive e che può fornire sistematicamente indirizzi e programmi traducibili in domanda politica concreta ed efficace.

Con i servizi offerti a livello provinciale il nostro fare è concreto, ma desideriamo sempre migliorarci.

Aiutateci a fare di più.

Annamaria Palummo, Presidente regionale UICI Calabria

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